Il tumore della prostata Cause e Fattori di rischio

Sono stati identificati vari fattori di rischio per il carcinoma prostatico e molti altri sono in fase di valutazione (Figura 1).Ad oggi non esistono cause riconosciute. Sicuramente gioca un ruolo importante lʼetà avanzata: la probabilità di sviluppare un tumore della prostata per un uomo di meno di 40 anni è pari a 1:10.000, ma cresce a 1:103 nella fascia di età tra 40-59 anni e a 1:8 tra 60-79 anni.

Fig. 1: Fattori di rischio del Carcinoma Prostatico. Grönberg H. Prostate cancer epidemiology. Lancet 2003.

Il rischio correlato al tumore varia a seconda dellʼappartenenza ai diversi gruppi etnici, come dimostrato negli studi, già citati, sui migranti. La spiegazione di questo fenomeno risiederebbe nei livelli di testosterone, più elevati nei giovani uomini
afroamericani 15% rispetto ai bianchi; anche la 5-α-reduttasi sarebbe più attiva negli afroamericani.

Un anamnesi familiare positiva per carcinoma di prostata è un ulteriore fattore che aumenta il rischio relativo di tumore della prostata. Eʼ stato appurato che il rischio è direttamente proporzionale al numero di individui affetti allʼinterno della famiglia ed inversamente proporzionale allʼetà alla quale viene diagnosticato il tumore nel parente.
Lʼimportanza dei fattori genetici è stata dimostrata dagli studi sui gemelli: una metanalisi condotta sui registri dei gemelli in Svezia, Danimarca e Finlandia ha stimato che la componente tumorale ereditabile tra gemelli omozigoti è pari al 42%.
Alcuni geni responsabili di questa suscettibilità genetica sono stati individuati sui cromosomi 1, 8, 17, 20 e X; inoltre, è stata riportata una significativa associazione tra la tumorigenesi e la presenza di polimorfismi allʼinterno di geni chiave per lo sviluppo e la funzionalità della prostata (5). In generale, si pensa che una forte predisposizione familiare possa essere responsabile del 5-10% dei casi di cancro alla prostata (11).

Non bisogna trascurare il ruolo svolto dagli androgeni: il testosterone è convertito dalla prostata nella sua forma attiva, il diidrotestosterone, substrato essenziale per la sintesi proteica e la proliferazione cellulare. Eʼ stato dimostrato che lʼablazione
androgenica porta ad una regressione del tumore prostatico. Come prova indiretta della causa ormonale, si è osservato che gli eunuchi non sviluppano il carcinoma prostatico. Dal PCPT è emerso come il trattamento con inibitori della 5-α-reduttasi,
abbia un effetto chemiopreventivo, in quanto riduce il rischio di tumore prostatico del 24,8% a scapito di una proporzione maggiore di carcinomi di alto grado (11).

Recenti studi hanno suggerito unʼassociazione tra stile di vita occidentale, in particolare dieta ricca di grassi, carne e latticini, e carcinoma prostatico. Gli acidi grassi come lʼacido linolenico, causerebbero un incremento nel rischio di ammalare, così come la carne rossa. In questʼultimo caso lʼimputata è la cottura ad alte temperature, responsabile della formazione di amine eterocicliche, cancerogene (5).

Anche vitamina D e calcio, in elevate quantità, sarebbero associati ad un aumentato rischio, che tuttavia deve ancora essere attentamente valutato. La soia sembra invece essere protettiva, probabilmente per via dellʼelevato contenuto di flavonoidi, che hanno un effetto profilattico sul cancro della prostata. Anche altri agenti antiossidanti, quali i licopeni (contenuti nei pomodori), il selenio (antitumorale ed induttore dellʼapoptosi) e la vitamina E (tocoferolo, liposolubile) porterebbero ad una riduzione del rischio di ammalare (12).

Il consumo di grandi quantità di cibi grassi porta allʼaumento della produzione di insulina, e da qui allʼincremento della produzione di IGF-1 (Insulin Growth factor), coinvolto nella regolazione di proliferazione, differenziazione ed apoptosi delle cellule tumorali. Si pensa che proprio lʼIGF-1 sia lʼanello mancante tra lo stile di vita occidentale sedentario, le sue cattive abitudini alimentari e la manifestazione del carcinoma prostatico (1).

Eʼ stato infine dimostrato che altri fattori quali il fumo, lʼalcol, la vasectomia e lʼattività fisica non influiscono sul rischio di sviluppare il carcinoma della prostata (5).

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