Il Tumore della Prostata Epidemiologia

Che diffusione ha il tumore della Prostata?

Il carcinoma della prostata è uno dei tumori maligni più comuni nel mondo. Solo nel 2002 sono stati registrati 679.000 nuovi casi, che lo hanno reso la 1° neoplasia per incidenza nei paesi sviluppati, la 5° nel mondo e la 2° più frequente nel sesso maschile (11,7% dei nuovi casi di cancro). Sempre nel 2002 si sono registrati 221.0000 decessi pari al 3,3% di tutti i decessi per neoplasia (5,8% negli uomini)(1 ). Lʼincidenza del carcinoma prostatico è in aumento in quasi tutti i paesi, eppure le conoscenze eziologiche e sui fattori di rischio sono ancora scarse (2 )

Lʼincidenza nel mondo varia ampiamente nei vari paesi mostrando tassi molto bassi in Asia (1,6/100.000/anno) e 100 volte superiori nel Nord America (119.9/100.000/ anno), in particolare nella popolazione afroamericana degli USA. Tale differenza è sicuramente dovuta a diversi fattori, genetici ed ambientali, peraltro ancora sconosciuti, ma è certamente amplificata da artefatti quali il “detection bias” (differenti sistemi e strumenti per la diagnosi) e le differenze presenti nei vari sistemi sanitari (1 ).

A che età colpisce il Tumore Prostatico?

Il tumore della prostata è di scarsa incidenza prima dei 50 anni (0,1% dei casi) mentre studi autoptici hanno mostrato che la maggioranza degli uomini ultra ottantacinquenni presenta un carcinoma della prostata.

Lʼetà media alla diagnosi e di 72-74 anni e circa lʼ85% dei pazienti hanno, alla diagnosi più di 65 anni dʼetà (3 ).

Quali fattori causano o favoriscono il Tumore della Prostata?

Gli studi eseguiti sulle popolazioni migranti, hanno evidenziato un marcato aumento dʼincidenza nelle popolazioni passate da paesi a basso rischio (Giappone), a quelle ad alto rischio (USA): ciò è quasi certamente dovuto a fattoria ambientali, probabilmente correlati a dieta e stile di vita. Dʼaltro canto i fattori genetici, legati alle diverse etnie sono altrettanto evidenti: negli USA la popolazione di colore si ammala 8e muore molto di più di quella bianca che a sua volta presenta incidenza e mortalità maggiori della popolazione asiatica immigrata. La ragione di tali differenze sembrerebbe dovuta a differenti alleli, etnia specifici, che codificano per enzimi coinvolti nel metabolismo del testosterone (4 ).

Il Tumore della prostata è una malattia in aumento?

A partire dagli anni ottanta lʼincidenza del carcinoma prostatico è andata aumentando progressivamente in modo globale, (aumento medio annuale: 1,1% dal 1985 al 2002) sia in paesi e popolazioni a basso rischio che in quelle ad alto rischio. Nei paesi ad alto rischio ciò è parzialmente spiegato con lʼaumento delle diagnosi di tumori latenti (non sintomatici), come conseguenza di screening non ufficiali del PSA, nonché del miglioramento delle tecniche bioptiche. Ciò non è altrettanto vero per i paesi a basso rischio, come la Cina ed i paesi africani, ove tale incremento dʼincidenza è più difficile da spiegare. Di certo se il trend dʼincremento si manterrà a questi livelli, si stimano circa 900.000 casi/anno nel 2010 ed il tumore della prostata diverrà la neoplasia più comune nel mondo, nel sesso maschile (5 ). La mortalità, che ha anchʼessa mostrato un tasso percentuale in aumento, seppur meno marcato dellʼincidenza, ha subito invece unʼinversione di tendenza ed a partire dagli anni ʼ90 essa è, seppur lentamente, in calo. Tale diminuzione è conseguenza della ridotta incidenza degli stadi avanzati a favore degli stati localizzati, piuttosto di cambiamenti effettivi nella sopravvivenza, e suggerisce lʼimportanza del test del PSA, della diagnosi precoce e dei progressi terapeutici (6 ).

Attualmente, circa il 77% delle diagnosi di adenocarcinoma prostatico si riferisce a patologie clinicamente organo confinate (T1-T2) (7 8 ).

Qual’è la diffusione del Tumore Prostatico in Italia?

In Italia, nel periodo 1998-2002, il tumore della prostata è stato il secondo tumore in incidenza nel sesso maschile (14,4% delle diagnosi tumorali), secondo solo ai tumori cutanei non melanomatosi ed è stato la seconda causa di morte per neoplasia (8,1%). Al 2005 le stime per lʼItalia, indicano circa 43.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno (circa 122 nuovi casi/100.000/anno), con una prevalenza di 174.000 casi e circa 9000 decessi (circa 20 decessi/100.000/anno) (9).

Lʼincidenza, pur essendo tra le più basse dʼEuropa, ha mostrato un rapido incremento in tutto il Paese durante il periodo che va dal 1970 al 2005, più marcato nel Nord Italia che nel Meridione. Questo drammatico cambiamento riflette quanto accade in tutti i paesi occidentali ed è dovuto, come già accennato, allʼintroduzione di screening non ufficiali del PSA, introdotto negli anni ʼ90 che ha determinato un brusco aumento dei tassi di incidenza che sono più che raddoppiati nellʼarco di dieci anni, crescendo del 6,7% ogni anno (IC 95%: +6.1; +7.3). La mortalità ha mostrato, al contrario, un trend in lieve riduzione, statisticamente significativo, pari al 3,1% allʼanno (IC 95%: -3.9; -2.3) (10).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *